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BTO 2013: i contenuti online come opportunità per il Made in Italy

Che l’Italia investa poco sull’online, è abbastanza evidente a chi in questo settore ci lavora: nonostante ciò non sono riuscita a non stupirmi leggendo i dati della ricerca “L’Impatto dei Contenuti Online sul Turismo Europeo” realizzata Oxford Economics per conto di Google.

La ricerca è stata presentata ieri ad Atene e, a distanza di poche ore, anche in Italia, da Diego Ciulli, Senior Policy Analyst di Google Italy, nell’ambito della VI edizione della BTO – Buy Tourism Online, che si è svolta a Firenze il 3 e 4 dicembre, ed è servita a presentare l’annuncio del nuovo progetto Google “Made in Italy”.

Partendo dal dato di fatto che i contenuti online, siano essi generati da siti o portali ufficiali o dai contributi degli stessi viaggiatori su social o blog, sono ormai il punto di riferimento per l’informazione sui viaggi, la ricerca ha analizzato il tipo di richiesta e la risposta fornita dai tre paesi, che tradizionalmente, dovrebbero puntare sul turismo, ovvero Grecia, Italia e Spagna.

Aggiungo che, se si pensa poi che, in Italia, il turismo è senza dubbio il settore più avanzato negli investimenti sull’utilizzo di internet, i risultati messi in evidenza dalla ricerca fanno ancora più impressione.

La ricerca completa si può scaricare dal sito di Oxford Economics (in lingua italiana, inglese, greca e spagnola)

Turismo: i numeri della presenza online

Secondo quanto emerso dalla ricerca di Oxford Economics ormai più di un terzo della popolazione mondiale ha accesso ad Internet (34,3%), con un tasso di crescita del 550% dal 2000. In particolare, in Europa nel 2012 il 76% dei nuclei familiari ha avuto accesso a internet, e il 51% lo ha usato per motivi di viaggio.

Cultura: importanza dei contenuti online

Una prima sorpresa per l’Italia arriva dai risultati legati al tema della cultura: a differenza di quanto ci si potesse aspettare solo il 31% delle ricerche di viaggi nel nostro paese riguarda questo aspetto (contro il 45% della Grecia e il 44% della Spagna).

Secondo Diego Ciulli una risposta ad un dato così basso per un paese che tradizionalmente è noto per la sua cultura potrebbe essere legata alla scarsa digitalizzazione del proprio patrimonio culturale: la mancanza di contenuti online o l’inadeguatezza dei siti scoraggerebbe quindi questo tipo di ricerca.

E’ interessante però notare come nell’analisi del rapporto tra cultura e online, laddove viene elencata la top ten dei 10 Musei più visitati al Mondo, l’Italia non compaia: parrebbe quindi che il problema non riguardi solo la digitalizzazione dei contenuti culturali ma anche la loro semplice promozione off line…insomma, sembra emergere il fatto che l’Italia non valorizza ne promuove la propria cultura non solo online ma anche offline.

Interessante le conclusioni a cui arriva la ricerca sul timore che la digitalizzazione faccia diminuire le visite reali ai luoghi culturali: secondo quanto reso noto invece sarebbe dimostrato proprio il contrario; infine la digitalizzazione sarebbe un canale perfetto per promuovere la conoscenza di realtà più piccole e quindi meno note in generale.

Economia: i vantaggi dei contenuti online per il turismo

La ricerca di Oxford Economics ha messo in evidenza notevoli margini di crescita per tutti e tre i paesi presi in esame.

In particolare per l’Italia, investire sul turismo online e sulla digitalizzazione dei contenuti permetterebbe un incremento dell’1% del PIL, corrispondente a 250.000 posti di lavoro in più (da sottolineare che si tratta del dato più alto in termini di occupazione di tutti e tre i paesi analizzati).

Secondo Diego Ciulli essere così indietro in questo settore potrebbe giovare a tutti e tre i paesi che avrebbero la possibilità di analizzare quanto fatto dagli altri e farlo meglio.

Tra le iniziative da intraprendere ci sarebbe ovviamente l’investimento da parte degli operatori sulla presenza online; lo sviluppo di contenuti per il turismo culturale; la collaborazione con il settore pubblico per aiutarne la crescita; lo stimolo verso i propri utenti ad usare internet e a creare essi stessi contenuti tramite recensioni, commenti sui social media etc.

Google e il progetto Made in Italy

Proprio per favorire la digitalizzazione in Italia, Google ha annunciato il progetto denominato “Made in Italy”: l’obiettivo del colosso di Mountain View sarebbe quello di investire in Italia per lo sviluppo dell’online.

Tre i punti fondamentali del progetto, illustrato da Diego Ciulli:
– valorizzare le eccellenze italiane
– usare i giovani per digitalizzare i contenuti
– diffondere competenze digitali tra gli imprenditori

I modi in cui questi obiettivi dovrebbero essere raggiunti non sono stati ancora resi noti: secondo Ciulli Google vorrebbe concordarli con le realtà locali, pubbliche e private.

Sarà davvero interessante seguire questo progetto e vedere quali iniziative saprà generare!

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Autore: Ylenia Caioli

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